ACETAIE APERTE PER VISITE E DEGUSTAZIONI GRATUITE

Domenica 24 settembre torna Acetaie Aperte, l’evento che ogni anno coinvolge gli appassionati Balsamic Lovers.

Acetaia del Cristo aderisce a questa iniziativa e apre le porte a tutti coloro che desiderano visitare l’Acetaia di famiglia, fondata nel 1849, offrendo numerose degustazioni a base di prodotti tipici modenesi, primo fra tutti il protagonista dell’evento, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.

Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 i visitatori saranno accolti in Acetaia del Cristo per intraprendere un percorso enogastronomico all’insegna della tradizione e delle curiosità che rendono unico l’oro nero di Modena. Dal vigneto biologico alla sala cottura per terminare coi solai dell’Acetaia nei quali invecchia sapientemente, da ben 4 generazioni, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.

A conclusione della visita, assaggi e degustazioni varie dei differenti aceti tradizionali anche in abbinamento a Parmigiano Reggiano e Gelato Artigianale.

Aperitivo e Buffet nel cortile dell’Acetaia del Cristo all’insegna di intrattenimenti e giochi alla scoperta delle curiosità e dei segreti che negli anni hanno reso l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. un prodotto apprezzato e riconosciuto in Italia e nel Mondo.

Invecchiato almeno 12 o oltre 25 anni in preziose batterie di legni pregiati e custodito gelosamente nei sottotetti di Acetaia del Cristo, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. sprigiona sensazioni uniche.

Gilberto ed Erika Barbieri e Daniele Bonfatti, vi aspettano in Acetaia del Cristo per condurvi in un meraviglioso tour enogastronomico!

 


ACETAIA DEL CRISTO IN PRIMA LINEA A CHEESE 2017

Dal 15 al 18 settembre, a Bra, avrà luogo la 20° edizione di Cheese, manifestazione internazionale dedicata al mondo lattiero-caseario di qualità e non solo.

All’interno di questa edizione, infatti, sarà presente anche Acetaia del Cristo, la più grande realtà di produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.

Sotto i riflettori della manifestazione, dunque, anche l’Aceto Balsamico Tradizionale D.O.P., un prodotto che racchiude l’essenza della tradizione modenese, la passione e l’esperienza di anni e di generazioni che si sono tramandate un’eredità tanto preziosa quanto carica di significati.

Invecchiato almeno 12 o oltre 25 anni in preziose batterie di legni pregiati e custodito gelosamente nei sottotetti di Acetaia del Cristo, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. sprigiona sensazioni uniche, esaltando ogni genere di piatti, in particolar modo quelli a base di formaggio.

In occasione del 20° compleanno di Cheese, Acetaia del Cristo si presenta con un prodotto speciale, un Aceto Balsamico Tradizionale prelevato da botti di legni pregiati datate 1997 in edizione limitata!

Cheese 2017 rappresenta dunque una vetrina internazionale molto importante per Acetaia del Cristo ed i suoi prodotti di nicchia, che condividono i valori alla base della manifestazione prima fra tutti l’attenzione alla qualità.

Acetaia del Cristo sarà lieta di incontrare partners e visitatori presso lo stand BI89 – Mercato Italiano, Piazza Carlo Alberto - Bra


A BAS VAN DE GOOR PIACE L'ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE GINEPRO!

Il Pallavolista Bas Van De Goor torna a Modena per una vacanza con famiglia e amici e degusta l'Aceto Balsamico Tradizionale D.O.P.

Oltre 100 tifosi hanno accolto, lo scorso weekend, presso l’Osteria del Pozzo il campione olandese di volley Bas Van De Goor partecipando ad una festa a sorpresa organizzata dai suoi amici più intimi, Alberto Guidoboni e Antonio Panini. Commozione e gioia hanno contraddistinto l’evento, soprattutto considerando che l’atleta non era riuscito a partecipare alla festa per i 50 anni del Volley Modenese a causa di un problema di salute che, fortunatamente, ha ormai sconfitto.

Nel corso del pranzo sono stati raccolti oltre 700 euro che sono stati donati alla Fondazione Van de Goor, che si occupa della prevenzione del diabete.

Ringraziamenti e riconoscimenti anche da parte del sindaco Muzzarelli che ha ricevuto Van de Goor presso il Palazzo Comunale, donandogli una riproduzione de “La Bonissima”.

In occasione del ritorno nella “sua” Modena, il campione olandese di volley Bas Van De Goor ieri ha fatto un salto anche da noi insieme alla sua famiglia e all’amico Alberto Guidoboni. Grande emozione nel rivedere l’atleta che, come noi, condivide la passione per lo sport così come quella per la qualità dei prodotti del nostro territorio, tra cui il nostro Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. È proprio il caso di rispolverare il nostro motto “Forti come l’Aceto” per sottolineare quanto Bas Van De Goor sia stato determinato nell’affrontare la partita più difficile della sua vita contro la leucemia.

Felici e orgogliosi di condividere con questo campione valori importanti e forti passioni, speriamo di poter accogliere nuovamente lui e la sua famiglia in Acetaia!

 


Golositalia

Dal 27 febbraio al 1 marzo al centro fiera del Garda di Montichiari (BS) andrà in scena la  quinta edizione di Golositalia e Alimenti.
Golositalia è un evento tutto dedicato alle eccellenze enogastronomiche e alle attrezzature professionali del settore.
Quest’anno vi parteciperemo anche noi con una nutrita schiera di colleghi, tutti produttori delle più golose specialità modenesi. Ci troverete allo stand di "Eureka Food", il numero 69 del padiglione 8. Eureka Food è una promettente realtà della bassa modenese che ha una mission, far conoscere al mondo intero le nostre eccellenze territoriali.
Saranno quattro giorni di eventi a tempo pieno, show cooking, degustazioni e cultura con la possibilità di acquisto diretto.


La fermentazione alcolica

LA FERMENTAZIONE ALCOLICA

La “fermentazione” è un processo metabolico operato da microrganismi naturali: i lieviti.

E’ un evento energetico, trasformativo e trasfigurante la materia prima di partenza, che genera risultati sul piano organolettico estremamente differenti dal substrato iniziale rivelando così quegli aromi primari nascosti nell'uva.
Quindi la fermentazione alcolica è importantissima dato che regala il patrimonio aromatico all’Aceto Balsamico.

All'Acetaia del Cristo, nello stesso ambiente nel quale avviene la cottura del mosto, cioè la vecchia cantina, dimorano antiche botti in cemento. Il mosto, appena raffreddatosi dopo la cottura, viene trasferito al loro interno dove trova l’ambiente perfetto per fermentare.

Il processo si innesca spontaneamente, grazie all'abbondanza di lieviti selezionati nel trascorrere degli anni e a quelli residenti nell'ambiente.

Il tutto dura una settimana o poco più e non dev'essere nè tumultuoso (per non "bruciare" gli aromi più delicati), né lento e stentato (perché svilupperebbe gusti amarognoli ed astringenti).

Una parte degli zuccheri del mosto si trasformano in alcol etilico, con una resa simile a quella del vino, il risultato è però estremamente differente nei profumi e soprattutto nel residuo zuccherino.

Durante tutto l'inverno, i mosti fermentati saranno travasati periodicamente da un contenitore all'altro al fine di rimuovere, senza l'impiego di filtri, le cosiddette "feccie" di fermentazione, ovvero i sedimenti che si adagiano sul fondo, responsabili di gusti amari ed astringenti.

LA BIOSSIDAZIONE ACETICA

Con l'approssimarsi della primavera il mosto cotto fermentato viene successivamente aggiunto in una serie di prime botti, chiamate "badesse" o " botti madri", dove risiede perennemente una buona metà di prodotto già acetificato, una sorta di “madre.

Qui gli acetobatteri ogni anno si occupano di trasformare il mosto cotto fermentato in aceto di mosto, che è la materia prima dell’Aceto Balsamico.

Il processo é completamente naturale e spontaneo, governato da innumerovoli variabili legate sia alla genuinità della materia prima sia alla stagionalità (annuale) della stessa, pertanto all'Acetaia del Cristo abbiamo un sovrannumero di "badesse" che ci consente annualmente di selezionare l'estrazione soltanto da quelle che meglio hanno sviluppato le caratteristiche ideali del "mosto acetificato" che sarà poi il rincalzo delle "batterie" produttive in Acetaia.


Treviso Slow Wine 2016

Treviso Slow Wine, domenica 31 gennaio 2016 dalle ore 10.30 alle ore 19.00 le sale del Centro Congressi del BEST WESTERN PREMIER BHR Treviso Hotel saranno pronte ad accogliere oltre settanta rinomate “Case Vinicole” presenti nella Guida Slow Wine 2016.

Come per la seconda edizione, anche quest’anno verrà dedicato spazio non solo alle degustazioni dei vini, ma anche alle eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Gusto” rigorosamente selezionati da Slow Food Treviso, i quali metteranno a disposizioni i propri prodotti sia per degustazione che per vendita diretta.

Dato che siamo anche noi Artigiani del Gusto, potrai trovarci alla manifestazione.

Ci sarà anche un’area di degustazione di piatti tipici della cucina veneta proposti dallo Chef Fabio Mariuzzo del Ristorante DiVino Osteria Trevigiana

Ingresso 10 euro.

Dove?
BEST WESTERN PREMIER BHR Treviso Hotel
Via Postumia Castellana, 2 Quinto di Treviso (TV)


La Cottura

La cottura del mosto

Una volta che la pigiatura è stata effettuata, ed abbiamo ottenuto il mosto che ci serve dai grappoli d’uva raccolti durante la vendemmia, conserviamo il mosto un giorno o due in grosse cisterne refrigerate per evitare che fermenti, e divenga vino, e per agevolarne la naturale chiarifica per decantazione.

Prima ancora che si trasformi in vino, il mosto va cotto, in questo modo aumentano gli zuccheri (da circa 17/20 fino a 27/28°babo) per concentrazione grazie all’ evaporazione dell'acqua in esso contenuta.
In seguito la naturale fermentazione non produrrà un "semplice vino secco" ma un mosto alcolico ricco di zuccheri che è la base indispensabile per la successiva acetificazione e per i processi di maturazione ed invecchiamento del balsamico ,

Abbiamo testimonianze romane, di Virgilio, che ci informano della pratica della cottura del mosto già nel 30 a. C. quando egli narra che “intanto la coniuge, consolandosi col canto nel lungo lavoro, attraversa con l’acuta spola la trama (= tesse la tela), oppure cuoce con Vulcano (= col fuoco) il dolce succo del mosto e schiuma con delle foglie la superficie del paiolo bollente.

Ed anche Colummella che commentando il "Hysoria Naturae" di Virgilio diceva che tali mosti erano soliti acetificare anche dopo la cottura "solet acescere".

 

Perché si cuoce il mosto?

 

Innanzitutto con la cottura si aumentano le percentuali di zucchero, principalmente glucosio e fruttosio, per effetto dell’evaporazione dell’acqua.
Inoltre, cuocendo a fuoco diretto gli zuccheri subiscono un lieve effetto di caramelizzazione precursore di alcuni caratteri organolettici dell’aceto balsamico tradizionale (non per niente il prodotto industriale viene addizionato di caramenllo E150).
Secondariamente con la cotttura si pastorizza il mosto, in tal modo la successiva fermentazione sarà guidata non dai lieviti "indigeni" della stagione ma da lieviti selezionati nel corso degli anni e "residenti" negli ambienti dell'Acetaia.

E come accadeva con la coniuge di Virgilio anche qui, in acetaia, nel portare ad ebollizione il mosto, attendiamo che si venga a creare una schiuma densa sulla superficie del mosto, che rimuoviamo con un’apposita retina. Ciò ci permette di garantire la maggior pulizia/purezza del mosto già precedentemente ricercata con la decantazione al freddo.

 


Come diventare assaggiatore di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Come si diventa assaggiatori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena?

Il percorso per diventare Gran Maestro è lungo e prevede che si conquistino gradualmente tutte le competenze necessarie. Il corso è inizialmente teorico, solo le ultime 4 lezioni sono pratiche, e così facendo raggiungi il livello AAA: Aspirante Allievo Assaggiatore.

Trascorso un anno e con almeno 20 assaggi guidati si diventa AA Allievo Assaggiatore.

Ci si aggiudica poi il titolo di A Assaggiatore dopo tre anni, con ulteriori 30 assaggi all'anno ed un esame.

Non è finita qui! Diventi Maestro Assaggiatore dopo altri 3 anni, sempre con un numero di assaggi obbligatori da fare.

Gli stadi successivi sono quello di Maestro Assaggiatore Conduttore di tavolo d’assaggio e quello di Gran Maestro, come è il presidente della consorteria.

Scalare le vette dell’assaggio è dunque impresa ardua e lunga, è un po’ come diventare piloti e dover fare un certo numero di ore di volo: o assaggi/voli, o vieni sospeso.

Sembra faticoso vero? Però che gusto! ;)

Per chi volesse iniziare questo percorso di assaggiatore di Aceto Balsamico Tradizionale molte altre informazioni sono disponibili qui.

 


Il Palio del Pettine, terza edizione 2015

palio del pettine 2015 sponsorA distanza di un mesetto dall'evento, il tempo assolutamente necessario per digerire almeno in parte i succulenti piatti assaggiati, abbiamo ritrovato le forze per raccontarvi della terza edizione del Palio del Pettine, 2015.
Il Palio del Pettine si è svolto infatti il 24 e il 25 ottobre a Gavello di Mirandola (MO) ed è un’iniziativa eno-gastronomica tesa a valorizzare il Maccherone al Pettine delle Valli Mirandolesi. Se non sapete com’è fatto il vero Maccherone mirandolese, vi diciamo che è di forma cilindrica e privo delle due punte estreme caratteristiche del Garganello, ed è l’ultimo prodotto tipico che ha ottenuto il prestigioso marchio ‘Tradizione e Sapori di Modena’.

Quest'anno, noi dell’Acetaia del Cristo, siamo stati coinvolti come sponsor offrendo una confezione cofanetto di Extravecchio come omaggio ai giurati:

- Luca Marchini, Chef del ristorante Erba del Re e Presidente di Modena a Tavola;

- Luca Bonacini, giornalista eno-gastronimico;

- Luigi Marchi, il Presidente del Comitato;

- Enrico Belgrado, esperto di Marketing Territoriale;

- Giuseppe di Biasi, giornalista di Repubblica e Bell'Italia;

- Luigi Franchi, coordinatore dell’associazione Chef to Chef;

- Simona Vitali,  FoodBlogger;

Non contenti di cotante celebrità, l’ambasciatore e testimonial d’onore della sfida invitato è stato Valerio Massimo Manfredi, il noto scrittore, che ha contribuito all’elezione di Quarantoli, la frazione vincitrice.

Vi è stata inoltre una Giuria Popolare, composta dai sazi commensali che hanno votato il loro piatto favorito tra i sei assaggi di Maccheroni al Pettine proposti dalle rispettive frazioni partecipanti: l'acclamata Quarantoli, Cividale, Gavello, San Giacomo Roncole, Mortizzuolo, e San Martino Spino.

 


Thanksgiving (for Balsamic) Day

Nella soffitta della nostra acetaia, custodiamo delle batterie riservate a personaggi, come dire, noti. Se ci vantiamo di avere tra i nostri clienti Michael Douglas, Ornella Muti e Phil Hill, l’apoteosi l’abbiamo raggiunta conquistando proprio lei: la Regina d’Inghilterra.
Infatti Queen Elizabeth II ha la sua personale batteria di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP proprio da noi, a San Prospero.
queen3 copiaOra, complici le nostre manie di espansione, spostiamo la nostra riflessione, viaggiando oltreoceano di qualche migliaio di miglia, e come vecchi coloni approdiamo negli USA dove, esattamente oggi, si festeggia il Thanksgiving Day. Ci chiediamo se, come la nobile Regina Elisabetta II che va ghiotta di pollo al balsamico, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama trarrebbe piacere da un bel Balsamic Turkey.
Per ora continueremo a domandarcelo, anche se stiamo pensando di sguinzagliare quei simpaticoni di Scotland Yard nelle indagini sui gusti del celeberrimo Presidente, nel caso, vi terremo aggiornati sulle soffiate. E solo una cosa ci preme davvero, per lui e per il povero tacchino, che non usi la glassa al balsamico!
Nel mentre che aspettate notizie a riguardo, fidatevi e provatelo voi un bel tacchino con aceto balsamico, quello vero, invecchiato come si deve!