CENNI STORICI
UNA TIPICITÀ STRAORDINARIA!

Da tempo immemorabile l’Aceto Balsamico è testimone della cultura e della storia dell’antico Ducato Estense. Nella sua vera essenza, troviamo riflesse le medesime caratteristiche di stile e di carattere degli abitanti del territorio, forgiate dal susseguirsi degli avvenimenti storici e dalle particolari caratteristiche pedoclimatiche.

  • Già al tempo degli antichi Romani la zona era ben conosciuta per la grande produttività viticola. Si cuocevano i mosti per aumentare la conservabilità, generando così risorse alimentari di grande importanza strategico – militare ed economica. Ne parlavano Cicerone, Plinio e Virgilio mentre Columella riconosceva un comportamento particolare dei mosti della zona che, anche dopo la cottura, tendevano nonostante tutto a fermentare e acetificare (…solet acescere…). È lecito supporre quindi che del mosto cotto (Saba o Sapa), forse dimenticato e rimasto a maturare in un lungo processo di fermentazione e invecchiamento abbia sviluppato quelle caratteristiche uniche ed inconfondibili che riconosciamo ancor oggi nell’Aceto Balsamico Tradizionale.
  • Nell’anno 1046 il Re Enrico II di Franconia manifestava grande apprezzamento per l’Aceto del Marchese di Canossa ma è nei secoli a venire che innumerevoli documenti testimoniano la considerazione per l’Aceto Balsamico Tradizionale allora chiamato “Aceto alla Modenese”. Considerato come parte effettiva del patrimonio familiare, era inserito nei lasciti testamentari com’era altresì dote prestigiosa per le giovani spose di aristocratiche origini. Gelosamente conservato nei sottotetti e amorevolmente curato di generazione in generazione, era considerato una sorta di panacea dai principi medicamentosi in grado di curare tutti i mali.
  • Nell’anno 1792 in occasione dell’incoronazione a Imperatore di Francesco I d’Austria, un’ampolla di “Balsamico” fu l’importante presente donato dal Duca Ercole III. Raramente era, infatti, ceduto e, se del caso, era un regalo degno di “Re e Principi”. Dal Rinascimento in poi il Balsamico delle Acetaie Estensi era conosciuto e rinomato fin ai più alti livelli della nobiltà europea. L’uso ai fini gastronomici è testimoniato ancor oggi da ricette tramandate e consuetudini gelosamente conservate tra i segreti di famiglia.
  • Nell’anno 1839 il Conte Giorgio Gallesio restando estasiato dalle caratteristiche del Balsamico ne descrisse le procedure di produzione così come avvenivano nelle antiche Acetaie del Conte Salimbeni.
  • Nell’anno 1863 la scienza ufficiale s’interessò al nobile prodotto per la prima volta. Le allora moderne analisi del Prof. Fausto Sestini evidenziavano nella sua pubblicazione “Sopra gli Aceti Balsamici del Modenese” le enormi differenze esistenti fra il Balsamico della tradizione e qualunque altro tipo di aceto: «…nelle province di Modena e Reggio Emilia si prepara da tempo antichissimo una particolare qualità di Aceto a cui le fisiche apparenze e la eccellenza dell’aroma fecero acquistare il nome di Aceto Balsamico…».
  • Nel 1861 l’Avvocato Aggazzotti, nelle sue lettere indirizzate all’Amico Fabriani spiegava le antiche e segrete procedure della sua famiglia.

STORIA RECENTE
ULTIME VICISSITUDINI…

  • Dal 1967 una associazione di appassionati e cultori del prezioso aceto, la “Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”, con un intenso e costante lavoro di promozione, è stata determinante per la divulgazione del prodotto e per la sua selezione qualitativa. L’Aceto Balsamico Tradizionale è quindi uscito dai segreti delle soffitte e dalle “gelosie di Corte” rivolgendosi al mondo come massimo rappresentante di storia, cultura e tradizione gastronomica degli antichi territori del Ducato Estense (parte delle attuali Province di Modena e Reggio Emilia).
  • Nel 1977 viene assegnata la DOC (D.M. 09/02/1977)
  • Nel 2000 viene assegnata la DOP (D.M. 15/05/2000)
  • Nel 1978 l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena intraprende il percorso commerciale con la nascita del Consorzio Produttori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
  • Nel 2002, per inadempienze, il Consorzio Produttori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena viene sollevato dall’incarico di Ente Tutela del prodotto. (01/03/2002)
  • Nel 2002 presso la Consorteria sita in Villa Fabriani, Spilamberto (MO), nasce il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
  • Nel 2003, in seguito a intricate vicissitudini, prende forma il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP coadiuvato anche dalle autorità pubbliche territoriali e al quale confluiscono gran parte dei Produttori.
  • Nel 2009 il MIPAAF istituisce ufficialmente il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP quale Ente di Tutela del Prodotto.

LA NOSTRA STORIA
NEL MENTRE ALL’ACETAIA DEL CRISTO…

Contemporaneamente alla costituzione del Consorzio Produttori prende forma l’attività commerciale che, nel corso di alcuni anni, trasforma l’Azienda Agricola Barbieri in ACETAIA DEL CRISTO.

  • Eugenio Barbieri e Loris Bellei uniscono i loro grandi patrimoni ereditari (intere batterie di botti secolari) nonché le loro esperienze ed iniziano ad incrementare il numero delle botti affollando pian piano i locali dell’antico casolare rurale dell’azienda agricola.
  • Nel 1987 il genero Otello Bonfatti succede a Loris e il numero delle botti continua a crescere…
  • Nel 1995 Erika Barbieri si inserisce per coprire le crescenti esigenze commerciali ed il numero delle botti continua a crescere…
  • Dal 2000 Daniele Bonfatti si rende sempre più frequentemente disponibile ad aiutare i genitori nel gestire la produzione e il numero delle botti continua a crescere…
  • Dal 2003 anche Gilberto Barbieri è coinvolto nella gestione delle botti che continuano a crescere.
  • Dal 2005, alla terza generazione in attività, l’Azienda Agricola si costituisce così in ACETAIA DEL CRISTO Società Agricola e le botti sono ormai 2000!
  • Attualmente possiamo ritenerci la più grande realtà nell’ambito dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con 2000 tra botti, tini e vaselli antichi e curando inoltre la più estesa gamma d’invecchiamento per qualità e diversità data dai differenti legni delle botti (sempre come da tradizione).

Venite a toccare con mano questa incredibile realtà!
Vi attendiamo: sarete sempre graditi ospiti nella nostra Acetaia!

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