in Campagna

LA VENDEMMIA

Ottenuto dalle sole colture Biologiche delle sue vigne, la famiglia Barbieri inizia la produzione di quel prodotto, famoso in tutto il mondo, denominato e acclamato come Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.
Le uve raccolte a mano ancora oggi sono: il Trebbiano di Spagna, il Sauvignon Spergola ed i Lambruschi di Sorbara e Salamino. L’impiego di un uvaggio composto da varie qualità di uve sia bianche, sia nere, conferisce al prodotto un bouquet di caratteristiche, aromi e sapori particolari non altrimenti ottenibili.

LA PIGIATURA

Immediatamente dopo la raccolta, prima ancora che inizi la fermentazione alcolica, ci si dedica alla pigiatura dell'uva.
Un tempo erano i delicati piedi di gentil donzelle ad accarezzare i grappoli d’uva mentre oggi, con lo stesso rispetto, una sofisticata pressa pneumatica consente la pigiatura soffice dell’uva ricavando solo la parte più nobile del mosto (per esplosione diretta dell’acino), evitando di “spremere” i tannini anche dalle bucce, dai vinaccioli e dai raspi.

carro per operazioni di vendemmia manuale delle Uve Biologiche per l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nel vigneto Biologico dell'Acetaia del Cristo
il carro di raccolta
operazioni di carico nella pressa a pigiatura soffice dell'uva Biologica raccolta a mano per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP all'Acetaia del Cristo
carico dell'uva nella pressa
operazioni di raccolta a mano delle Uve Biologiche per l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nel vigneto Biologico dell'Acetaia del Cristo
vendemmia a mano
il Mosto da Uve Biologiche raccolte a mano per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP all'Acetaia del Cristo inizia a sgrondare
il Mosto inizia a sgrondare

in Cantina

LA COTTURA

Il mosto, dapprima raffreddato, viene lasciato decantare a basse temperature 2/3°C per alcuni giorni prima della cottura.
Ad una attenta pulizia segue la delicata fase della cottura che richiede una enorme cura, esperienza ed attenzione.
Moderne caldaie d’acciaio, a vaso aperto e a fuoco diretto, regolano la temperatura affinché il processo si compia in poche ore e senza subire stress fisici che potrebbero altrimenti dare origine ai gusti di strinato/bruciato o comunque ad altre imperfezioni.

LA FERMENTAZIONE ALCOLICA

La quasi raddoppiata concentrazione zuccherina e la sterilizzazione, frutto della cottura, predispongono il mosto ad accogliere particolari lieviti, selezionati naturalmente da ceppi autoctoni nel corso delle generazioni direttamente dalle nostre Famiglie.
L’operosità di questi microrganismi un tempo regolata dal naturale susseguirsi delle stagioni (recentemente sempre più bizzarro) oggi non ci porterà più a San Martino con:

«..dal ribollir de' tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar…» (G. Carducci)


Oggi, infatti, tramite contenitori refrigerati, la fermentazione naturale avviene moderatamente e linearmente senza così bruciare aroma alcuno con il “proprio ribollire”.

LA BI-OSSIDAZIONE ACETICA

Con i primi tepori della primavera l’alcool viene poi trasformato in acido acetico da altrettanto particolari e caratteristici microrganismi: gli acetobatteri.

Solo dopo aver lentamente sviluppato un elevato grado di acidità, in grosse e vecchie botti (dette botti madri o badesse), il mosto andrà a rincalzare, negli anni successivi, i primi barili delle batterie.

con la rimozione del "cappello di schiuma" si ottiene la rimozione delle impurità in fase di Cottura del Mosto da Uve Biologiche per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP all'Acetaia del Cristo
rimozione del "cappello di schiuma"; dalle impurità
«..dal ribollir de' tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar…» (G. Carducci) - il mosto biologico per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP durante la fermentazione alcolica all'Acetaia del Cristo
...dal ribollir dei tini
la bi-ossidazione acetica del mosto biologico per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP avviene nelle "botti madri"all'Acetaia del Cristo
botti madri per la bi-ossidazione acetica
continua ossigenzazione del Mosto da Uve Biologiche per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nel corso della cottura all'Acetaia del Cristo
continua ossigenzazione del Mosto in cottura
«..dal ribollir de' tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar…» (G. Carducci) - il mosto per Aceto Balsamico durante la fermentazione alcolica
schiuma generata dalla fermentazione
la bi-ossidazione acetica del mosto biologico per Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP avviene nelle "botti madri"all'Acetaia del Cristo
botti madri per la bi-ossidazione acetica
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